ALLERGIE DA TESSUTI

 

DERMATITI ALLERGICHE DA CONTATTO TESSUTI

Da dove derivano esattamente e quali sostanze tossiche sono causa di dermatiti allergiche da contatto.

L’impiego di sostanze chimiche nei processi di lavorazione dei prodotti tessili determinano effetti negativi sulla salute dei consumatori, come il diffondersi delle Dermatiti Allergiche da Contatto (DAC).

Quanto sia frequente, ovvero quale sia la sua prevalenza nella popolazione, non è conosciuto con esattezza.

In Italia una fonte autorevole, rappresentata dal GIRDCA, sulla base di un’indagine condotta su oltre 40000 casi, stimava che le Dermatiti Allergiche da Contatto da indumenti alla metà degli anni ‘90 rappresentasse circa il 10% delle Dermatiti Allergiche di Contatto extraprofessionali (Sertoli A et al., 1996). In realtà molti ricercatori ritengono che questa patologia sia sottostimata, soprattutto nei paesi del Nord Europa (Uter W, et al., 2001).

Alcune ricerche (Seidenari S., Giusti F., 2002) annoverano tra gli allergeni più frequentemente in causa nelle dermatiti allergiche da contatto da tessuti, i coloranti utilizzati per tingere le fibre tessili, le sostanze di finissaggio e, più raramente, quelle antifiamma, antiossidanti e fotoprotettrici. Le Dermatiti Allergiche da Contatto da capi di abbigliamento, inoltre, possono essere dovute agli accessori in gomma o metallo degli indumenti.

La maggior parte dei casi segnalati di dermatite allergica da contatto da capi di vestiario è, tuttavia, da attribuire ai coloranti utilizzati per tingere le fibre tessili.

I coloranti tessili più frequentemente sensibilizzanti appartengono al gruppo dei dispersi.

Le dermatiti allergiche da contatto di coloranti per tessuto si osservano più di frequente nel sesso femminile: sono prevalentemente colpite donne di età superiore ai 40 anni, in sovrappeso e con iperidrosi ascellare.
(riportato da Paolo Foglia, Tavolo del tessile biologico).

I composti chimici impiegati nella lavorazione dei tessuti, quindi potenzialmente causa di sensibilizzazione, sono molto numerosi e vengono riportati di seguito:

 - cromo (mordente e metallico colorante)
 - nickel e cobalto (finissaggio e colorante metallico)
 - coloranti dispersi “para” (intermedi di tintura)
 - formaldeide e resine formaldeidiche (finissaggio di stampa colorata)
 - antiossidanti della gomma e acceleratori (tessuti elasticizzati)
 - lanolina, colophone, triethanolammaina (finissaggio)
    profumi
 - componenti quaternari dell’ammonio, composti organomercuriali
(antibiotici)

Testi tratti da “Fibre di Libertà” dell’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura).

 Conclusioni:

Oggi abbiamo la possibilità di scegliere di rimanere sani. La natura ci aiuta moltissimo in questo.

Vestirsi biologico comporta l’utilizzo di coloranti naturali o ipoallergenici, con il vantaggio, oltre che salutare, di avere sulla pelle una natura morbidissima, con moltissime proprietà salutari.

Visita il sito: www.webalice.it/andromeda32  ed entra nella sezione TESSUTI NATURALI e TESSUTI BIOLOGICI, vedrai le proprietà salutari dei seguenti tessuti naturali innovativi:

cotone organico, fibra di latte (milkofil) , viscosa di Lenpur, fibra di granchio (crabyon), fibra alle alghe marine e fibra di soia.

Antonella

www.lanaturainunamano.org

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