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I SETTE CHAKRAS

Martedì, 24 Marzo 2009
 CHAKRAS
La conoscenza dei chakras è arrivata a noi grazie all’antica filosofia indiana. L’energia vitale del cosmo arriva al corpo umano attraverso dei “centri di coscienza”, denominati chakra.
                    

I chakras nel corpo umano

 

Cosa sono e a cosa servono

 

La parola “chakra” in sanscrito significa “ruota”, un vortice energetico che gira assorbendo, grazie al movimento, l’energia biomagnetica del Sole.

I chakras fanno parte del corpo eterico e di quello astrale e sono collocati in precise zone del corpo umano, in corrispondenza di organi vitali.

Essi sono quindi punti di energia che, con similitudine al Macrocosmo, sono presenti nel Microcosmo, cioè nel corpo umano.

Oggi, il pensiero occidentale ha dato un significato diverso al termine “chakra”, definendolo come “centro di coscienza” e, attraverso il quale l’uomo può ampliare la sua conoscenza, impadronendosi, sempre più, delle sue facoltà mentali. Detto in altre parole significa “prendere coscienza”.

 

I chakras più importanti sono sette, come i pianeti principali del sistema solare (anch’essi sono centri energetici) ma, in realta ne esistono molti di più.

 

Come in natura, anche nell’uomo sono presenti le due polarità chiamate Nadis (Pingala di polo positivo e Ida di polo negativo) che trovano la loro unione nella colonna vertebrale (Sushumna neutro perché presenta sia il polo positivo che quello negativo).

La colonna vertebrale è il prolungamento del cervello, dove passano e si smistano migliaia di informazioni grazie al sistema nervoso. I sette chakras, sono collocati lungo questa colonna.

 

Il settimo chakra è collocato alla sommità del capo, nel punto più alto del nostro essere, ed è il primo chakra che attira l’energia vitale dal cosmo per poi passarla agli altri centri energetici. Ogni chakra rappresenta una sua vibrazione, che corrisponde ad una nota musicale e ad un colore.

 

La conoscenza di questi chakras è fondamentale per comprendere il ripristino dell’equilibrio nella Naturopatia. A volte, ci sono soggetti che presentano dei blocchi energetici in corrispondenza di uno o più di questi chakras. Lo squilibrio totale di questi indica malattia e squilibrio.

 

Una vita poco sana frena l’attività dei chakras, fino a bloccarli.

 

Quali sono e dove sono collocati

 

Il loro nome in sanscrito è:

 

Muladhara - primo chakra – posizionato nella zona genitale

Svadhisthana - secondo chakra – posizionato nella zona sacrale

Manipura - terzo chakra – posizionato nella zona addominale

Anahata - quattro chakra – posizionato nella zona cardiaca

Visuddha - quinto chakra – posizionato nella zona laringea

Ajna - sesto chakra – posizionato nella zona del terzo occhio

Sahasrara - settimo chakra – posizionato sulla sommità del capo

 

I sette chakras nascono nella schiena e si aprono sulla parte anteriore.

 

Antonella

 

www.lanaturainunamano.org 


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PRIMO CHAKRA: MULADHARA

Martedì, 24 Marzo 2009

Muladhara

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Centro statico del corpo umano, costituito da un fior di loto a quattro petali che simbolizzano le quattro beatitudini.

 

Chiamato anche chakra radicale, è il chakra più basso dei sette. È rappresentato da un quadrato e al suo interno è presente un triangolo che appoggia sul dorso di un elefante (simbolo di stabilità), con la punta rivolta verso il basso per le femmine e verso l’alto per i maschi.

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Nella femmina è posizionato nella cervice e nel maschio tra in testicoli e l’ano.

 

Tutti i chakras, nella femmina, sono posizionati più in alto rispetto al maschio, questo indica che la donna è più evoluta rispetto all’uomo, basti pensare alla costituzione fisica differente tra i due sessi: l’uomo è costituito da muscolo, la donna da una parte più liquida e meno muscolosa, per questo motivo è più soggetta ad avere cellulite e ritenzione idrica.

 

Questo è l’unico chakra sessuato e lo è, sia nel corpo fisico che in quello eterico.

 

Dal primo chakra partono le tre nadis. Se questi tre canali rimangono annodati tra loro, l’energia non può fluire in alto. Ogni individuo dovrebbe poter riconoscere le tre distinte nadis, affinché possa selezionare il polo positivo e quello negativo dal Polo neutro Sushumna.

 

In questo chakra è presente una forza creatrice, la forza serpentina arrotolata su se stessa in una specie di uovo: la Kundalini, ovvero la dea Shakti, che significa spirale, anello.

L’energia che risiede in questo uovo è potentissima e purissima, è l’energia della creazione della vita.

Questa grande forza conferisce poteri ultranormali sulla materia (spostare gli oggetti col pensiero). Essa va risvegliata lentamente e in maniera spirituale. Molti di coloro che provano a risvegliarla velocemente rischiano gravi pericoli, fino alla totale pazzia, a meno che essi non raggiungano la purezza morale assoluta.

 

È il chakra del sesso e agisce sulle gonadi, sulla composizione del sangue, del midollo osseo e delle parti solide del corpo: ossa, cartilagini, denti, unghie, etc.. Controlla e governa gli orgasmi.

 

È legato al colore rosso, al mantra LAM, al corpo fisico, corrisponde all’elemento terra e al verbo “Io ho”.

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Antonella

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SECONDO CHAKRA: SVADHISTHANA

Martedì, 24 Marzo 2009

Svadhisthana

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È rappresentato con un loto a sei petali all’altezza dell’ombelico.

 

 

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È il chakra strettamente collegato al primo. Svadhisthana comunica l’energia derivante dal cibo ingerito a Muladhara, ed entrambi sono sensibili al mantra VAM, che attiva le caratteristiche di Muladhara, soprattutto quelle dell’accoppiamento. Da qui deriva l’influenza che la dietetica ha sul comportamento sessuale.

 

Esso regola tutti gli organi della zona del ventre: reni, milza, pancreas e il ventre in generale.

 

È il chakra legato al cibo e al suo desiderio, influisce sull’assimilazione ed è legato al senso del gusto, ovvero al piacere del cibo. È il luogo della dolcezza, per questo motivo è necessario trovare la dolcezza nel cibo, chi non la trova può soffrire di diabete.

 

È legato al colore arancione, ovvero è una sfumatura tra il primo chakra rosso e il terzo giallo. Visualizzare questo colore ad occhi chiusi aiuta a combattere la golosità.

Riferito all’elemento acqua e la divinità che vi riposa è Visnù.

Gli organi che gli corrispondono sono tutti quelli del ventre, compreso i reni che lo rappresentano simbolicamente.

 

Questo chakra è legato corpo eterico quindi alla forma, ai sensi di colpa e al verbo “Io voglio”.

 

In questo chakra è presente il senso del confinamento. È il luogo della dolcezza, dove l’energia sessuale in arrivo dal primo chakra diventa energia amorosa. È anche il chakra della gravidanza, un luogo dolce nel quale accogliere una nuova vita.

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Antonella

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